Alice Diop impressiona, influenza Joanna Hogg e Yanni Amelio rivelano pagina vergognosa in Italia

VENEZIA MOSTRA, GIORNO 7 – “Saint Omer” sonda brillantemente la vertigine del legame della madre. Il regista italiano ricostruisce il processo al poeta gay Aldo Bribanti, vittima della rinascita del fascismo negli anni ’60 e, infine, Joanna Hogg cospira con la sua “figlia immortale”.

“Signore delle Formiche” Gianni Amelio

Luigi Lo Cassio ne “Il signore delle formiche” di Gianni Amelio.

Fabbrica di marzo

In Italia, l’esperimento di Aldo Bribanti, dal 1964 al 1968, fece scorrere molto inchiostro. Moravia, Pasolini e Bellocchio si mobilitarono in suo favore, a differenza di buona parte dei militanti comunisti. Poeta, drammaturgo ed ex psichiatra (da cui il titolo del film, signore delle formiche Gareggia nel 79e Mostra del Cinema di Venezia), questo eminente pensatore è stato condannato a nove anni di reclusione per il reato di “peste”, una legge ereditata dal fascismo, dai tratti molto vaghi, che descrive una forma di coercizione psicologica e fisica ma in realtà si nasconde ingannevolmente. Repressione degli omosessuali. Mussolini una volta sostenne che condannarli significherebbe riconoscere l’esistenza dell’omosessualità. Gianni Amelio ricostruisce il caso evidenziando, prima del processo, la natura del forte legame che unisce lo scrittore e Giovanni, un giovane studente arrivato in Emilia Romagna, dove Bribanti gestiva un centro artistico comunitario. Il loro amore fu drammatico perché, oltre a condannare Aldo Bribanti, la famiglia di Giovanni lo ricoverò in un ospedale psichiatrico dove subì una serie di devastanti scosse elettriche.

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