Il borsino di Foà

Juve brutta, provinciale e vincente, Inter senza capo nè coda. Ed è (anche) colpa di Spalletti

28 Gennaio 2019

di Alberto Foà

Le ultime tre partite disputate dalla Juventus, per quanto vittoriose, hanno spiegato a chiare lettere che tutte quegli apprezzamenti dei soliti "saponi" del calcio riguardo alla "squadra più forte di sempre, naturalmente favorita per la corsa alla Champions" sono solamente stronzate e, tra le stronzate, a buon punto nella classifica delle più grandi stronzate -parafrasando "Febbre da Cavallo"-  da quando l'uomo inventò il pallone.

Di più, quindi appunto di meno, si sono avute dimostrazione e conferma, senza appello, che il giocatore più decisivo -e probabilmente a certi livelli l'unico irrinunciabile- è Mandzukic. Il dato non fa presumere molto di buono, data l'usura del calciatore e il suo primo infortunio serio. 

Il "Manzo" non è un mostro di simpatia ma oltre a risolvere spesso in avanti è l'unico, tra i tanti attaccanti a disposizione di Allegri (che è stato bravo due volte contro la Lazio, una nel cambiare schemi e partita in corso e l'altra nell'ammettere di avere sbagliato, schemi, partita e formazione, in partenza) a fare filtro e diga in fase di ricopertura. Tanto -cioè poco- che senza di lui la Lazio è arrivata più volte al tiro e buon per i bianconeri che Immobile si è letteralmente divorato il gol del possibile -anzi, probabile e meritato- 2 a 0. 

Il Napoli e la Roma giocano senz'altro meglio della Juve, ma i partenopei, quando non possono esprimersi nello spazio e in velocità, appaiono, come contro il Milan, spuntati mentre la Roma vanta una difesa di cui onestamente ci sarebbe -anzi c'è- ben poco da vantarsi. 

Detto della crisi -non proprio di oggi- del Bologna, di Quagliarella che ha già affincato l record di Batistuta come goleader in partite consecutive e chiarito che siamo di fronte a un campionato piuttosto squallido non solo come qualità ma soprattutto come interesse, dato che al momento l'unica partita ancora aperta -e abbiamo appena iniziato il girone di ritorno- sembrerebbe quella per il quarto posto, veniamo all'Inter.

La squadra ha in Spalletti un capo riconosciuto ma gioca -e male- un gioco senza capo nè coda. Va da sè che il capo abbia responsabilità anche gravi e la coda, cioè i giocatori e la società, tutte le rimanenti. Più i giocatori (la società, a parte una certa propensione al risparmio -ma almeno sul mercato di gennaio è giusto così- fa un gran casino nel comunicare ma in campo ci vanno i calciatori, strapagati come quelli delle altre squadre) a dirla tutta e in modo particolare alcuni di loro, scarsissimi nell'impegno prima ancora che in talenti e potenzialità, vedi Perisic. 

Che fare? Per l'anno prossimo o se possibile prima cambiare allenatore (ma non con Conte, che sarebbe un disastro senza eguali) e intanto lasciare andare chi, di giocare in quest'Inter, non ha voglia (e, come nel caso di Ranocchia, anche qualcuno di quelli che ce l'avrebbe anche ma non è in grado e quindi lo stipendio milionario lo ruba per colpe non sue, ma di chi gliel'ha dato, quasi a vita). 

Quanto a Icardi, al di là della distanza sull'ingaggio e dell'atteggiamento da primadonna -legittimo, perchè lo è- di Wanda Nara nei confronti della società, sia Spalletti sia quella parte della tifoseria che ne contesta il mancato apporto al gioco (chissà poi quale) e ai movimenti corali, dovrebbero capire che Maurito non ha la classe e le pulsazioni di Van Basten (di quello di adesso intendo, figuriamoci di quello che giocava ai tempi), nè i polmoni e il sacrificio di Mandzukic e, neppure, a discapito dell'età, la brillantezza di Quagliarella.

Ergo, che lo lascino in pace, fresco e riposato, nel bel mezzo dell'area avversaria, pronto, a sfruttare fiuto e anticipo per il gol, che poi quelli, i gol, deve fare. Almeno fuori di casa, non in trasferta proprio in casa sua, intendo, dove ha un vero capo e dove, per quel capo, c'è pure un poquito di coda. E codazzo...  

Se fossi in giuria chi voteresti tra le finaliste di Miss Ippodromo?

Venti bellissime ragazze, un solo voto, il tuo...

2.21% Alice Mignani Vinci

3.19% Desi Rubini

1.88% Annette Colaprice

5.25% Agata Lucchini

2.15% Aurora Di Campli

10.93% Alessandra Russo

10.87% Valentina Sala

13.07% Connie Barra

1.82% Nicoletta Bonaudo

2.33% Celina Beatrice Domjan Cetrano

11.19% Arianna De Palo

1.58% Laura Spimpolo

1.70% Meghi Patozi

1.61% Simona Carbone

3.19% Ami Codovini

4.84% Erika Franceschini

6.24% Asia Ferretti

3.82% Andrea Camilla Sordini

11.10% Alessia Bechis

1.01% Loretta Marino

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