A briglia sciolta

L'Amerique, il Lotteria, i Numeri e il mitico Filo

25 Gennaio 2019

di Alberto Foà

Ci siamo. E' il week end del Grand Prix d'Amerique, campionato mondiale del trotto sulla lunga distanza. Una corsa senza tempo, dalla storia infinita capace di perdersi e ritrovarsi nella notte dei tempi. Una lezione di sport, spettacolo e di come la modernità possa fondersi con la tradizione e il presente non sia altro, in fondo, del punto sospeso d'incontro tra il futuro e il passato, sogni e ricordi.

 

(Bold Eagle)

Ecco, ricordare...

Il mio amico "Filo", fissato com'è con frazioni, numeri e percentuali, ripete sempre che "per quanto tempo ci è concesso di stare in pista dovremmo dedicarne un terzo ai sogni, un terzo all'amore e un terzo ai ricordi"; e poi aggiunge "Già, e i cavalli dove li vogliamo lasciare?"

Filo -soprannome perfetto per uno come lui, sempre pronto a filosofare, anche all'ippodromo, a colpi di "questo l'ho filato io" quando prende e di "quello l'ho filato io, per la prossima" quando invece straccia il biglietto- è un trottista, anzi è il trottofilo (rieccolo "filo", alla desinenza) per eccellenza, uno che paga in "sulky" e pensa a "mezze ruote"; per lui, che pure è laureato in lettere con tesi sulla "road generation", "coast to coast" resterà sempre per prima cosa la tattica preferita dal "pilota", alias Sergio Brighenti.

Ci prendeva di più una volta, "quando -come dice lui- se uno andava da 1 e 20 al chilometro al massimo faceva mezzo secondo di meno e al minimo mezzo di più" ma anche adesso che la cassa la vede sempre più di rado resta sempre un signore e continua ad andarci, ai cavalli. Tanto che anche ha già prenotato tutto per Parigi e l'Amerique "una corsa dove con Varenne abbiamo fatto neri i francesi". Ci è andato anche l'anno scorso e ci spiegava prima di partire per l'Amerique che il suo Amerique, che è rimasto quello di un tempo, solo con un pizzico di marketing in più e un filo -appunto- d'avventura in meno...

Anch'io ho tre corse nel cuore, al trotto. Una è il Nazioni, nella Milano delle nebbie, l'altra è il Palio dei Comuni di Montegiorgio, per la passione e il tifo delle Marche e l'altra il Lotteria di Agnano.

Ecco, il Lotteria era la mia specialità, fin da "puledro": magari non mi sbilanciavo nelle batterie ma, dopo averle viste, tutte e tre in bianco e nero ma in diretta sulla Rai -con la Rai che aveva solo due canali, ma, che diamine, il Lotteria è il Lotteria- era difficile che sbagliassi la finale.

Lighting Larry (che finish nell'heat, Giubilo manco l'aveva visto), il mio Top Hanover (mio, dei miei e della Santipasta. altri signori e altra pasta, appunto) e poi, sorvolando sugli scontati Bellino II e The Onion, i colpacci di Wayne Eden (il campione rapito), Contingent Fee, Our Dream of Mite, Keystone Patriot e poi quel musetto di Evann C che nel ''90 ci strozzò l'urlo per l'incredibile Fiaccola Effe...

(Top Hanover trionfa davanti a Thimoty T e Sharif di Jesolo, un arrivo che è Storia allo stato puro)

Il mio capolavoro: Limbo Joe. Ero già più grandicello, da tempo passato dalle scommesse con me stesso e i compagni di classe (puntualmente traviati e convertiti all'ippica) a quelle in sala corse (le agenzie ippiche di un tempo, molto più ippiche di oggi); così, dopo aver puntato in "Motta" (la via della sala) tutto quello che c'era da puntare, compreso il galoppo milanese, io e il buon Grisù andammo dal padre del "Ragguy" (lo chiamavamo così perché con i numeri e i calcoli era più fissato del Filo, o almeno ci andava vicino) per un pomeriggio speciale: radiolina per sentire "novantesimo", tele senza volume fin quando non compariva Agnano e via con il bridge...

"Due cuori", "due senza", "passo, ma avete visto quello del Guzzinati, è in finale senza correre", "contro", "Tre cuori"...

Certo, mica era sempre festa. Proprio l'anno prima di Limbo ero stato io a darmi arie a sproposito. E con due prof mica da ridere. Il primo dei due maestri, Roberto Vecchioni, mi fa: "Guarda che il caro vecchio professor William con Classic Rogue può fare il botto"; "ma va a cantare, Classic vale mille, magari in finale ci va anche ma poi, contro quelli e a girar di fuori dove vuoi che vada"...

Vecchioni sapeva tutto del Lotteria. Andava a naso: sentiva i colori, gli odori, i profumi di quella corsa; i sapori di Napoli che si veste a festa; i cavalli che vengono avanti per quella sfida perché "quella è la sfida della vita" e di vita anche i cavalli ne hanno una sola ma che come dice lui "sarà anche niente ma non è poco"...

Lui, il Lotteria d'Agnano, appena poteva se lo godeva ad Agnano, noi alla tele. Ma quell'anno ci andai anch'io.

Naturalmente Classy Rogue vinse e la morale fu la stessa, da parte dei due professori: da Roby mi beccai un sonoro "a cantare vacci tu, che non capisci un cazzo" e da Casoli (che era il mio maestro per la guida al trotto) doppia razione "con i cavalli mai dire mai", specialmente quando li guida lui, pensai io...

Non è per essere nostalgici a tutti i costi ma bei tempi quando il Lotteria era "la corsa", come lo è ancora, per i francesi e per tutti, l'Amerique.

Invece non è più così: Varenne, che era Varenne. il Lotteria l'ha vinto tre volte ma anche a sommarne i trionfi non valgono uno solo dei due Amerique.

Se, a proposito di ricordare, vi dicessi Westgate Crown, qualcuno saprebbe dirmi di che nazionalità fosse e quante fasce portasse? O addirittura Mack Grace (che povera stella, ha l'unica colpa di essere appartenuto al suo proprietario? Echissenefrega tutto attaccato, se a Napoli è andato da 1 e 12: primo fuori dall'ippica non sanno manco chi sono, secondo, con tutto il rispetto, ormai tra piste, accorgimenti e chimica quei tempi li fa anche Frabeepdavelletri, per la disperazione di Filo...

Vero, peggio della malinconia dei vecchi c'è solo la nostalgia di chi, come me, è a un passo dai cinquantacinque, però se oggi, tra un mese e mezzo, entri in un'agenzia ippica italiana (dove probabilmente tutti gli schermi sono occupati da scommesse sportive e virtuali e per puntare su un cavalllo devi accendere un cero o litigare con chi ti precede in coda per scommettere su un evento che si disputa la settimana dopo) e chiedi chi ha vinto l'Amerique, quei pochi in grado di risponderti ti dcono "il 10 e secondo è il 18, mi pare"...

Provate a chiedere a uno per che squadra tifa, di sicuro non vi risponderà per "la 4" o "la 6".

Più che le mezze stagioni (anzi, pare sia primavera in eterno), qui da noi non c'è più la cultura ippica, hanno ridotto tutto a numeri, ma a quel tipo di numeri che Filo detesta...

Anzi, avrebbe voglia di spaccare tutto, ma per fortuna ci sono i cavalli a calmarlo e a fargli far pace con Dio e poi, da bravo filosofo, c'è sempre il bar di Brera per consolarsi: "Mi raccomando, un terzo di gin, un terzo di Martini e un terzo di vino bianco"...

Già, e i cavalli dove li vogliamo lasciare

BOLD EAGLE, IL LOTTERIA, I NUMERI E IL MITICO FILO

Il tuo driver del trotto preferito

Vota quello che ti ha fatto o ti fa entusiasmare con le sue guidate

10.04% Sergio Brighenti, il Pilota

6.90% William Casoli, il Professore

3.76% Edoardo Gubellini, il Gubella

4.27% Giancarlo Baldi, Tamberino

2.63% Carlo Bottoni, il Sorcio

7.03% Vivaldo Baldi, Decione

4.52% Nello Bellei, Ivan

10.54% Marcello Mazzarini, l'Ottavo Re di Roma

2.63% Anselmo Fontanesi, il Morino

11.92% Enrico Bellei, il Cannibale

0.63% Lamberto Guzzinati, Lambretta

1.51% Walter Baroncini, il Mago

3.76% Gian Paolo Minnucci, Jean Paul

1.63% Armando Pellicci, Er Pomata ("io c'ho i ritagli")

6.65% Pietro Gubellini, Pippo

6.40% Vittorio Guzzinati, Toscanini

2.76% Giuseppe Pietro Maisto

7.90% Roberto Andreghetti, Roby

2.63% Biagio Lo Verde

1.88% Pasquale Esposito jr

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