Attualità

Le pagelle della prima serata del Sanremo più brutto degli ultimi 10 anni

6 Febbraio 2019

La prima serata di Sanremo è stata -a parte le ospitate dei Bocelli (anche se Baglioni ha rovinato il pezzo di Andrea) e di Giorgia e cinque,massimo sei tra le canzoni in gara- un festival pressochè infinito di brutture. Eppure, le aspettative, dopo lo scorso anno erano buone e legittime. Invece, la domanda, che andrebbe rivolta al Baglioni direttore artistico è "come cazzo hai scelto certe canzoni?". Che dietro alla selezioni ci sia Salzano, più che un sospetto, è un augurio, l'unico alibi possibile.

In mezzo a tanta miseria e poca nobiltà è stato un gioco da ragazzi elevarsi per i brani (video sopra) di Ultimo, Enrico Nigiotti e Daniele Silvestri. Ultimo e Nigiotti si meritano un 8 pieno e il testo di Nigiotti (forse la musica poteva essere valorizzata meglio da un altro arrangiamento) è probabilmente il migliore, anche se, di sicuro, sono di parte conscia ed inconscia, non solo perchè con lui ho collaborato in altre situazioni. Del resto ho "lavorato" (le virgolette sono doverose, a rispettare chi fa l'operaio, il contadino, l'insegnante, il pompiere come Grisù e qualsiasi altro, autentico, lavoro che comporti fatica, rinuncia e sacrificio) anche con Renga ma al pezzo di quest'anno -e all'interpretazione, almeno a quella di ieri- più che un 5 non mi viene di dare. 

A Silvestri un bel 7+. Bravo in sede di scrittura e composizione come nella trovata di inserire il rap di Rancore (bravissimo e non appeso a caso, come per altri duetti) e diretto, crudo come sa essere spesso ma forse un poquito ermetico sulla questione del "carcere", da più di 10 anni,del ragazzino di 16. 

Tra i maschietti, la sufficienza va anche a Cristicchi (che pure si va spostando -non è critica o complimento- dalla canzone d'autore a quella d'attore, ma che ha portato al Festival un brano sì intenso -e per certi versi ruffiano-, ma non all'altezza di altre volte, intese come canzoni), Motta, i Negrita e gli ExOtago, anche se, da tutti loro, era lecito attendersi qualcosa di più: 6, in aluni casi anche 6 e 1/2.

Molto di più e di meglio poteva arrivare da un gigante come Nino D'Angelo, in coppia con il "giovane" Cori, ma la performance non consente neppure il 6 politico, anche se potrebbe essere che nelle prossime serate il tutto migliori, a cominciare dall'ensemble e dall'amalgama. Per ora 5. Come agli Zen Circus, che sono bravi ma hanno un timbro non proprio adatto al contesto e una canzone che avrebbe potuto -e dovuto- essere migliore.

Stesso voto per Mahmooud, con quei tre versi dell'incipit da denuncia alle brutte arti (In periferia fa molto caldo/mamma stai tranquilla sto arrivando/te la prenderai con un bugiardo) mentre Nek è da 4, eppure in molti lo davano -e lo danno ancora, cosa sospetta- tra i possibili vincitori, Achille Lauro, Einar e Irama (che il televoto spingerà entrambi, comunque, molto in alto).

Infine un 3 d'incoraggiamento (a non insistere) va dato ai 3 (un punto ciascuno) ragazzi de Il Volo, che dopo il trionfo del 2015 sono tornati a Sanremo. Con la stessa canzone, però più brutta e le stesse arie di chi se la tira con l'aria di chi si può permettere di tirarsela. Ecco, vedere con i tuoi occhi la platea scatenarsi in un'ovazione per loro e l'applausometro doppiare il consenso di Bocelli ti fa capire quanto democrazia e suffragio universale siano come la Corazzata Potemkin, una cagata pazzesca...

E le ragazze? 

Arisa è brava -anche se a tratti insolitamente sguaiata- ma a parte le battute sul titolo (tutti contenti ma non convinti si senta bene) ieri ha portato al Festival la versione adatta, aggiornata e riarrangiata -se n'è accorto perfino Fegiz- di "Comprami", unico, sempiterno, successo di Viola Valentino. Certo, la canta meglio dell'allora moglie di Riccardo Fogli, ma questo non basta ad andare oltre il 6 e 1/2, pur se vedrete -gli appoggi dell'establishment discografico non mancheranno- che in classifica non finirà tra gli ultimi, anzi.

Stesso voto per Paola Turci, che ha il pregio di aver trovato una nuova, giusta dimensione, ma è un po' uno Zarrillo al femminile, non spicca e non cade, ogni volta che passa da qui, cioè da là, da Sanremo.

La vera sorpresa è invece il 6 pieno che si merita Anna Tatangelo. Certo, la preferiamo in versione "Muchacha Sexy", e lei è molto più bella della canzone (che di molto bello ha soltanto il titolo) ma l'interpretazione è sempre più matura e in un certo qual senso anche intensa.

Sotto la sufficienza -diciamo da 5 e 1/4- tocca invece collocare Loredana Bertè. Il brano è da Vasco o al limite per gli Stadio ma Loredana lo ha cantato senza la poesia del primo, il graffio dei secondi e, soprattutto, senza la grinta e l'anima della Loredana di un tempo. Ieri sembrava quasi diventata una signora, quella che cantava di non essere, quando sapeva cantare. E, come signora, uno non è credibile, due ce ne sono a miliardi, come le stelle nel cielo di Lucio Dalla... 

Ancora peggio, molto peggio -diamo 2 ma 1 è un omaggio di "rispetto" e l'altro 1 di "pietà"- Patty Pravo che ieri, con l'altissimo Briga, ha forse toccato il punto più basso della sua immensa carriera, complice anche qualche problemino tecnico che se non altro è una scusa per dare al brano, non al progetto, una piccola, esile, speranza d'appello. 

Tra tutte, la canzone -e anche il look e l'accostamento- peggiore del Festival resta comunque quella di Federica Carta e Shade. Impossibile non ci fosse niente di meglio o di meno peggio da selezionare. E impossibile dare un voto. Almeno senza fare ricorso ai numeri negativi.

Bocciata anche la conduzione, certo merito -cioè colpa- anche degli autori, ma sia Bisio sia Virginia Raffaele hanno deluso e toppato. Si spera migliorino già da stasera.

Del resto, peggiorare, è difficile...

Chi avresti voluto vincesse Sanremo?

Vota il tuo artista preferito (e il suo brano) al Festival

0.74% Roby Facchinetti & Riccardo Fogli

0.00% Nina Zilli

1.48% Giovanni Caccamo

0.74% Enzo Avitabile & Peppe Servillo

3.70% Ornella Vanoni, Bungaro & Pacifico

0.00% Renzo Rubino

0.00% Decibel

0.74% Elio e le Storie Tese

0.74% Mario Biondi

2.22% Noemi

5.19% The Kolors

3.70% Diodato & Roy Paci

17.04% Lo Stato Sociale

11.11% Ermal Meta & Fabrizio Moro

1.48% Le Vibrazioni

12.59% Ron

13.33% Max Gazzé

11.85% Luca Barbarossa

7.41% Annalisa

5.93% Red Canzian

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